HomePrimo pianoSequestro Moro, l’evento che cambiò direzione all’Italia

Sequestro Moro, l’evento che cambiò direzione all’Italia

di Giampaolo Latella

Se immaginiamo la storia d’Italia come una strada ferrata, il rapimento di Aldo Moro va considerato lo “scambio” che portò il nostro Paese su un altro binario, un binario morto.

Non abbiamo elementi a sufficienza per sostenere tesi complottiste, interne o internazionali, che comunque sono verosimili e sotto molti aspetti documentate.

Certo è che il rapimento e poi la tragica fine del presidente della DC sancirono la morte prematura di una prospettiva storico-politica inedita, quella del “compromesso storico”.

Non possiamo sapere cosa sarebbe diventata l’Italia se le Brigate Rosse (e chi le armò e finanziò) non avessero impedito quel processo di cambiamento politico avviato dalla sinistra democristiana e dal PCI.

Sappiamo però cosa l’Italia è diventata dopo: uno Stato nel quale si aggravarono le piaghe della corruzione, della malversazione e dell’illegalità, del clientelismo e dell’assistenzialismo, con buona pace della questione morale di berlingueriana memoria, fino all’esplosione del malessere civile con le monetine dell’hotel Raphael.

Perché l’Italia arrivasse al successivo “scambio” della sua storia fu necessario attendere altri 14 anni, con l’inizio di una stagione drammatica di inchieste, manette, attentati, veleni che smantellarono pezzi di Stato, partiti, industrie.

Se la Seconda Repubblica iniziò dopo Tangentopoli, la malattia che consumò la Prima Repubblica va fatta risalire proprio al ‘78. I tre lustri successivi al rapimento Moro, fatti di edonismo, tv commerciale, occupazione spregiudicata del potere e debito pubblico esagerato, ebbero un impatto devastante sulle sorti della nostra giovane Repubblica, con conseguenze che si sono trascinate fino ai giorni nostri in termini finanziari, politici ma soprattutto etici.

L’odierna classe dirigente, soprattutto politica, è il frutto di uno scadimento progressivo che, nani dopo nani, ballerine dopo ballerine, ci ha condotti alla triste rappresentazione della democrazia di oggi.

Studiare le cause e le conseguenze del Caso Moro è indispensabile per comprendere fino in fondo l’Italia di oggi, le sue contraddizioni più profonde, ma anche i vuoti politici che ci hanno consegnato un Paese dalla discutibile etica pubblica, dalla rarefatta presenza di personalità di alto profilo e dall’oppressione della criminalità.

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