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Europa, Confartigianato: “Strategia industriale europea valorizzi le MPMI”

Roma 23 lug 2020 – La strategia industriale europea, elaborata prima che si scatenasse l’emergenza Covid, non tiene conto della crisi causata dalla pandemia. Non basta una rapida implementazione delle misure previste, serve un chiaro orientamento alla politica industriale e commerciale che preservi e valorizzi le peculiarità del nostro sistema imprenditoriale, formato per il 99 per cento da micro, piccole e medie imprese. Lo chiede Confartigianato intervenuta oggi all’audizione svoltasi alla Commissione Attività produttive della Camera sul Pacchetto Ue ‘La nuova strategia industriale europea’.
Secondo i rappresentanti della Confederazione, la strategia europea deve essere l’occasione per realizzare le riforme che consentano al sistema imprenditoriale italiano di dispiegare le proprie potenzialità, puntando qualità manifatturiera, digitalizzazione, sostenibilità ambientale, un’economia più circolare che valorizzi i beni durevoli e riparabili.
E, soprattutto, Confartigianato chiede sia valorizzato il ruolo strategico delle micro e piccole imprese e delle imprese artigiane, anche attraverso politiche mirate per la transizione Green ed eliminando le barriere che impediscono agli imprenditori di sfruttare appieno il potenziale del mercato unico. A questo proposito vanno rafforzato gli strumenti conoscitivi del mercato unico, semplificato e armonizzato il quadro di riferimento dei principi generali cui conformarsi. In particolare, la Confederazione considera imprescindibile introdurre il principio della obbligatoria indicazione dell’origine di provenienza dei Paesi extra-UE per valorizzare le produzioni europee e delle filiere ad esse connesse e tutelare e informare i consumatori.
Tra le priorità, Confartigianato indica il sostegno alla liquidità delle imprese, anche affrontando il problema delle condizioni di pagamento sia nei rapporti tra Pubblica amministrazione e imprese sia B2B.
Altrettanto fondamentale migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione, evitando l’introduzione di nuovi oneri per le PMI ed applicando concretamente il principio ‘Pensare innanzitutto al piccolo’, anche attraverso una rivisitazione del test PMI con un maggior coinvolgimento delle Associazioni di rappresentanza delle imprese. A livello europeo e italiano, Confartigianato sollecita l’applicazione concreta di due principi fondamentali: quello del “one in one out”, per cui per ogni nuova norma introdotta deve sostituirne una esistente, e del “divieto di gold plating” , vale a dire dell’introduzione di oneri e adempimenti superiori rispetto a quelli richiesti dalle normative europee in fase di recepimento nei diversi ordinamenti. Secondo Confartigianato, inoltre, il rappresentante dell’UE per le PMI deve assumere maggior rilievo nella definizione, nell’impulso e nel monitoraggio delle politiche europee per le PMI. Un ruolo che dovrà essere svolto attraverso l’interazione con i rappresentanti per le PMI nazionali i quali a loro volta dovranno esercitare un dialogo costante e strutturato con le Organizzazioni di rappresentanza a livello nazionale.

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