HomeImpreseRestauro beni culturali, Confartigianato: “Colpite 4mila imprese”

Restauro beni culturali, Confartigianato: “Colpite 4mila imprese”

Roma 6 lug 2020 – “La tutela dei beni culturali rappresenta una scelta strategica per il rilancio della nostra economia. Per questo sono necessarie misure capaci di rilanciare le 4mila imprese del restauro con 12mila addetti che difendono e valorizzano la grande bellezza artistica e culturale dell’Italia”. Con questo appello il Presidente di Confartigianato Restauro Vincenzo Basiglio è intervenuto in audizione alla Commissione Istruzione pubblica, beni culturali del Senato in merito all’impatto del Covid-19 sul settore della cultura.

Basiglio ha sottolineato la necessità di interventi per l’attività delle imprese del restauro pesantemente colpite dagli effetti del lockdown ma che già negli ultimi 5 anni hanno subito una diminuzione del 33%.

La strada per ridare ossigeno agli imprenditori che operano nel restauro e contemporaneamente garantire la conservazione del nostro patrimonio artistico e culturale passa dal rifinanziamento pubblico per i beni di proprietà privata sottoposti a vincolo. Confartigianato ha chiesto di estendere la misura del superbonus previsto dal Decreto rilancio anche ai lavori di restauro e conservazione di immobili storici tutelati. Tra gli altri interventi sollecitati dal Presidente Basiglio, l’equiparazione dell’aliquota IVA sui lavori di restauro dei beni mobili pertinenziali all’immobile, oggi fissata al 22%, all’aliquota prevista per i lavori sull’immobile che è pari al 10%. E ancora, il Presidente di Confartigianato Restauro ha ribadito la richiesta di estendere lo strumento dell’Art Bonus ai beni ecclesiastici, una proposta finalizzata a creare opportunità di lavoro per le imprese di restauro, favorire il recupero del patrimonio artistico e architettonico di proprietà della Chiesa con un beneficio di natura fiscale per l’investitore. Il Presidente Basiglio ha poi lanciato la proposta di un ‘Museo diffuso’ che consenta di valorizzare il ruolo degli operatori del restauro, ‘sentinelle’ e custodi delle eccellenze dei territori d’Italia, e di attivare flussi turistici anche in siti meno conosciuti, innescando così una nuova stagione di sviluppo per il nostro Paese.

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